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Google lancia Boutiques.com, Fashion e-commerce virtuale

Il fatto che Google entri direttamente nel mondo del fashion shopping mi pare un ottimo pretesto per riprendere a scrivere assiduamente sul mio caro blog :-)

Big G ha infatti appena lanciato Boutiques.com, una vetrina virtuale che raccoglie schede prodotto di numerosi e-commerce della moda, insieme ad immagini provenienti da blog e community dedicate alla moda.
Pare che Big G abbia raccolto l’adesione di numerosi retailer, stilisti, creativi e designer, del calibro di Oscar de la Renta e Mizrahi, i quali firmeranno capi esclusivi per il sito.

l'e-commerce fashion di Google

La versione beta di Boiutiques.com offre le collezioni Autunno Inverno per donne provenienti dai più celebri fashion e-commerce attivi in USA.
I prodotti presenti sono quelli del database di Google Shopping (Product Search) e rimandano ai distributori originali per effettuarne l’acquisto.

Mi colpisce da subito l’equilibrio estetico del sito: le foto, appartenenti a diversi siti di e-commerce di abbigliamento, appaiono molto uniformi. Non si ha l’impressione della provenienza da fonti eterogenee, come ad esempio capita per forza di cose in Google Immagini. Anche la scheda di presentazione del prodotto, che compare in lay-over, è molto curata ed uniforme, con indicazione chiara delle taglie e di altre caratteristiche. Non si capisce però su quale sito sia in vendita il prodotto (particolare che aumenta la brand awarness del marchio Boutiques.com) finchè non si clicca su “BUY NOW” e si viene catapultati direttamente sul sito dell’e-commerce di turno.

scheda prodotto e-commerce Boutiques.com

Se funzioni a PayPerSale o a PayPerClick ancora mi sfugge. Ma credo che sia più probabile la prima opzione: Google guadagna quando uno degli e-commerce affiliati realizza una vendita ad un utente proveniente da Boutiques.com.

Attirata dal link in alto a destra “Create Your Boutique” clicco e resto a bocca aperta: in una decina di minuti si possono impostare le preferenze di shopping più svariate. Modelli di abiti, scarpe, top, colori che ami, colori che odi, designer preferiti, taglia.. praticamente tutti i tuoi gusti nero su bianco in 10 minuti (ci ho messo anche qualcosina di più mi sa).

Preferenze di Shopping
E tutto ciò per quale motivo? Per visualizzare solo le schede prodotto che corrispondono ai tuoi gusti, con il tuo nickname stampato bello grande a mo’ di insegna di negozio.
Quindi non solo un originalissimo modo di fare pubblicità alternativo ad AdWords/AdSense, ma una preziosissima raccolta di dati e di preferenze esplicite.

Devo dire che la versione beta ancora non funziona alla perfezione: i prodotti inseriti nella vetrina personalizzata non sono proprio coerenti con i questi espressi, ma le premesse sono ottime!
Considerando che si esprimono le preferenze in base a forme e colori, suppongo che le immagini dei vari e-shop siano associate a tali caratteristiche sulla base di un riconoscimento automatico.

Il tutto è incorniciato da un allure da social network, che a mio avviso è più un pretesto che una reale intenzione. Gli utenti possono infatti condividere le proprie preferenze con gli altri, avere followers o seguire le suggestioni di altri utenti.
L’applicazione di Boutiques.com è già disponibile per iPad.

18 novembre 2010 at 22:14 2 commenti

Google, Bing e Yahoo a confronto

Ed eccoci ad uno dei momenti più attesi del BTO di quest’anno: l’incontro tra i big dei motori di ricerca. Gaincarlo Carniani invita sul palco Kristine Marshall di Bing Travel, Roberto Brenner di Google e Lorenzo Montagna di Yahoo.
Sessione moderata da Mauro Lupi.

Il dibattito inizia con un’interessante domanda che Mauro pone ai protagonisti: quali sono le ricerche più frequenti e le tecnologie utilizzate per rispondere al meglio?
Roberto Brenner di Google ci dice la sfida si gioca intorno a tre considerazioni:
–  l’utente italiano medio si è evoluto: molte ricerche sono composte da più di tre parole (“hotel roma centro pensione completa”);
–  nella vastità di risultati di una serp, bisogna considerare che l’algoritmo di ricerca tiene in considerazione più di 200 elementi e varia una volta alla settimana;
–  la sfida della velocità: risposte mirate in tempi veloci.

Lorenzo Montagna di Yahoo puntualizza che nella search emerge la richiesta di esperienza di navigazione sempre più ricca. Quindi la search deve essere open ed accogliere i risultati dei social network e di terze parti, apparentemente competitors di Yahoo. Gli utenti desiderano che la search sia semplice da usare e che sia aperta a tutte le fonti.
Un’altra chiave fondamentale è la personalizzazione: ad es. search pad di Yahoo è un block notes dove annotare e salvare delle pagine web dandogli un nome personalizzato.

E’ la volta di Kristine Marshall di Bing Travel, che nel breve video di presentazione si definisce un decision engine.
Il 26% delle queries negli USA contengono keyword come travel e simili. Partendo da questo presupposto, Bing ha deciso di sviluppare una divizione specifica per il turismo.

Mauro Lupi chiede: in quali direzioni vanno le tecnologie dei motori di ricerca?
Nell’ottica Google, il mdr deve comprendere sempre meglio cosa l’utente sta cercando. Ad es. se cerco la parola Hotel, il motore considera la localizzazione geografica di chi svolge la ricerca, quindi restituisce risultati relativi a quel territorio.
Un’altra direzione di sviluppo della tecnologia è la personalizzazione e la condivisione, come avviene ad es. attraverso sidewiki.
Un altro traguardo è la crescente personalizzazione dei risultati persona: il mdr tenderà a restituire risultati coerenti con le scelte già fatte dall’utente (loggato al suo google account).

Montagna afferma che la search da mobile restituisce risultati diversi rispetto alla search da pc, più mirata su previsioni del tempo, news, ecc. Quindi una considerazione del device di collegamento per organizzare la serp.

Bing si concentra nel categorizzare i risultati in base alle esigenze dell’utente video, mappe, news); con la visual search inoltre arricchisce l’esperienza della ricerca, rendendola più intuitiva (opzione non ancora disponibile in Italia).

Quali sono i consigli utili per gestisce il sito di un albergo?
Un utilissimo strumento è Google insight for search: mostra l’andamento delle chiavi di ricerca nei diversi paesi per stagione. Questo può guidare le campagne di marketing sia a livello di contenuti che per la paid search.
Un altro consiglio del portavoce di Google è far giungere l’utente alla prenotazione in massimo 3 click.

Lorenzo Montagna ci dà dati interessanti sull’utilizzo del web, a testimonianza del fatto che chi acquista online è molto ben informato e diviene spesso un influenzatore verso chi acquista offline.
Molto spesso i siti mancano di contenuti di valore, originali ed aggiornati: anche Montagna suggerisce “meno flash e più contenuti!“. E’ necessario puntare molto sull’esperienza di navigazione: l’utente richiede qualcosa di più di un prezzo. Ed infine è bene ad affidarsi ad esperti di settore per misurare i risultati con le web analytics del sito, per avere importanti feedback sugli interventi da fare.

Kristine risponde alla richiesta di approfondimento di Mauro Lupi riguardo alla Visual Search: le strutture alberghiere devono realizzare delle book listing con indirizzo, numero di telefono ecc, tutti i dati rilevanti che è importante emergano nella ricerca.
Quando arriva Bing Travel in Italia? al momento Krisitne non lo sa purtroppo.

Iniziano le domande dal pubblico.

Bing Travel prende commissioni per la vendita di viaggi? funziona con un meccanismo di advertising, risponde Kristine.

Google Maps: quali sono i parametri usati per posizionare sulle mappe le strutture ricettive?
Sono classificati in base ai criteri organici, come tutte le serp di google.

Se Bing diventa un buon canale travel, può apparire nei risultati di google? tecnicamente sì, essendo una pagina indicizzabile :-)

La continua evoluzione seo dell’algoritmo renderà inutile l’intervento dei tecnici seo? cioè: conteranno davvero solo i contenuti?
Secondo Roberto ci sarà sempre più bisogno di agenzie di sem e seo per assistere le aziende in questi cambiamenti continui.

17 novembre 2009 at 17:31 2 commenti

Google afferma di non considerare il meta tag keywords

E’ ufficiale, Google lo ha affermato per scritto ieri in un post pubblicato sul suo blog per webmaster: il meta tag keywords non è considerato ai fini del ranking nei risultati di ricerca.
Già da tempo si parla della diminuita importanza del meta tag in oggetto, soprattutto a causa dell’abuso che molti siti ne hanno fatto, includendo keywords non corrispondenti all’effettivo contenuto delle pagine.

In questo video Matt Cutts, attualmente a capo del team di Webspam di Google, spiega di più:

Ovviamente Google non ignora tutti i meta tag: nella guida per webmaster è possibile trovare la lista di quelli rilevanti.

22 settembre 2009 at 11:31 1 commento

Bing vs Google: cosa svela l’eye-tracking?

Recentemente User Centric, istituto di ricerca di Chicago, ha pubblicato i risultati di uno studio che ha messo a confronto Google con il neonato motore di ricerca Bing.
In particolare, è stato esaminato l’eye-tracking di un gruppo di utenti: si tratta di una metodologia di tracciamento oculare che rileva il movimento degli occhi di chi sta davanti allo schermo.
Lo scopo della ricerca era:
1) paragonare la distribuzione dell’attenzione su aree equivalenti di Bing e Google;
2) valutare quanta attenzione è catturata da aree peculiari di Bing.

La ricerca ha evidenziato come i due motori non differiscono per attenzione dedicata alla ricerca organica, alla quale gli utenti dedicano in media 7 secondi.
Pari merito anche per i link sponsorizzati posti al di sopra della risultati organici, che hanno catturato l’attenzione del 90% degli utilizzatori.

Le differenze iniziano a spuntare per i risultati sponsorizzati sulla destra: il 42% del campione ha letto quelli di Bing, mentre per Google la percentuale è del 25%.
Anche per quanto riguarda le ricerche correlate (related search), suggerite in alcuni risultati di ricerca, Bing ha la meglio:  il 31% degli utenti sono stati attirati da tali suggerimenti (che si trovano a sinistra dei risultati), mentre per Google soltanto il 5% h spostato l’attenzione su tale strumento, che si trova in fondo alla pagina.

Al di là della ricerca, che prende i considerazione soltanto l’eye-tracking, è opinione diffusa che Google dia ancora risultati migliori e più efficienti. Dalla sua Google ha anche una forte brand identity, difficile da battere nel breve termine. Chissà se la crescente importanza di Bing avrà effetti sul modo di fare SEO…

Sulla Search Engine Optimization leggi anche questo.

22 giugno 2009 at 23:40 4 commenti


Questa sono io

Claudia Martino

Da Google a Dublino

Who’s that girl?

Nome: Claudia Martino
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