Posts tagged ‘Fashion’

E-commerce in Europa

Allo IAB Forum 2010, la Akamai Technologies ha presentato i risultati di una ricerca sul comportamento dei consumatori europei nell’acquisto online di prodotti e servizi, condotta da IDC nel maggio di quest’anno su un campione di 1.500 consumatori online in Francia, Italia, Spagna, UK, Germania, e Svezia.

Sempre minore il tempo che gli utenti online sono disposti ad aspettare per il caricamento di un sito web: il 70% degli intervistati aspetta meno di 4 secondi, se non si è caricato abbandona il sito a favore di quello della concorrenza.

Gli acquisti online occupano una parte sempre più importante nel “paniere” degli consumatori europei: il 30% degli intervistati ha dichiarato di aver aumentato la spesa online nel corso del 2010.
Come confermato anche dall’ultima ricerca sull’e-commerce del Politecnico di Milano e Netcomm, la torta europea degli acquisti online è più sbilanciata sui prodotti che sui servizi. Il principale settore di commercio elettronico è infatti rappresentato da abbigliamento e calzature: il 62% degli intervistati dichiara di aver compiuto acquisti in tal senso; seguono libri e riviste (59%) mentre il travel si attesta al 47%.
Sappiamo invece che, prendendo in esame soltanto l’Italia, le proporzioni sono rovesciate a favore del turismo online, con l’acquisto di prodotti che sta in ogni caso guadagnando terreno ogni anno rispetto a quello di servizi.

consumi e-commerce Europa

La maggior parte dei consumatori europei hanno tra i 35 ed i 54 anni: le persone appartenenti a questo segmento spendono in media ben 1.500 euro all’anno su internet.

Il 20% degli intervistati prevede di fare shopping online da dispositivo mobile a breve.
Interessante il dato sulla multicanalità: mediamente le persone che acquistano online utilizzando più canali spendono tra in 15% ed il 30% in più di chi compra utilizzandone uno solo.

Fonte: IAB Italia

11 dicembre 2010 at 12:08 Lascia un commento

Fashion online: ancora sito vetrina?

L’altro giorno, su suggerimento della mia cara amica Susanna, ho visitato il sito di Betty Flowers.

Sito Betty Flowers

Sito Betty Flowers

Essendo un’appassionata del marchio (belle scarpe, comodissime a prezzi ottimi) ed essendo donna, quindi geneticamente portata all’acquisto selvaggio di scarpe, mi sono precipitata a navigare il catalogo.

Mi atterrò a commenti che riguardano la presentazione online del prodotto, più che la struttura del sito: molto buona la qualità fotografica, anche se per ogni modello è presente una sola foto; totalmente assente la descrizione (materiali di tomaio e suola, applicazioni, tacco ecc).
Non sono presenti neppure informazioni di prezzo , anche se il marchio è venduto solo in negozi di proprietà o franchising, dove quindi la leva del prezzo dovrebbe essere definita in modo uniforme.
Ma la cosa che mi ha lasciato più delusa è la totale mancanza di integrazione tra online ed offline: una volta individuato un modello che ti piace, è impossibile sapere dove trovarlo. Se chiami un negozio (ho contattato quello di Firenze) dando il codice del modello non hanno un’esitenza prodotto, o almeno così mi ha riferito la gentilissima commessa, che è andata in magazzino a controllare se il modello che le ho goffamente descritto a parole era presente. Non solo il modello non c’era, ma al negozio di Firenze non c’è mai stato…

Siccome quelle scarpe sono per la mia migliore amica che si sposa, non penserete mica che abbia mollato l’osso? ho riempito il form di contatto (molto basic) presente sul sito, chiedendo news su dove poter trovare quel modello e dichiarando che avrei pagato le spese di spedizione. Nessuna risposta a distanza di sei giorni…
Rintraccio il numero di telefono dell’azienda (non presente nei contatti del sito), chiamo e mi rispondono che non gestiscono le richieste dei consumatori finali, suggerendomi di scrivere (di nuovo?) un’e-mail al loro ufficio esterno (deduco dal dominio) che cura il customer care. Nessuna risposta dopo tre giorni.

A parte la considerazione che una singola vendita in periodo di saldi può non valere il costo del tempo per scrivere una risposta, mi sembra comunque un chiaro esempio di mancanza di integrazione tra online ed offline (oltre che dubbia gestione di customer care). Non so se siete mai stati in un negozio Betty Flowers:  immagine coordinata eccellente, dal packaging agli arredi, nei minimi particolari; l’esperienza d’acquisto è decisamente piacevole.
Perchè fare un sito in cui mostri delle scarpe, per poi portare ad un vicolo cieco?
Mi sono occupata più volte di integrazione tra web e retail: i sistemi di gestione del magazzino con codici a barre, o addirittura RFID, consentono in tempo reale di scaricare prodotti venduti in diversi punti vendita, dando una disponibilità reale, anche geolocalizzata, dei prodotti. Tutti i negozi gestiscono i prodotti tramite codici a barre, a maggior ragione i monomarca.
Questo consente di gestire un magazzino virtuale unico. Pensate alla potenzialità di una scheda prodotto online con una call to action del tipo: “ti piace questo modello? scopri dove trovarlo”. Magari suggerendo modelli simili (per colore o costruzione, paramentri facilissimi da mappare) nel caso quello cercato non sia presente in nessun punto vendita vicino all’utente.

Tutto questo rispetta la politica commerciale di non cannibalizzazione tra online ed offline, nel caso si sia scelto di non fare e-commerce per i motivi più svariati (evitare concorrenza con negozi, brand reputation, ecc.)
Una volta che realizzato il sito vetrina, il passo per l’integrazione è breve a livello di investimenti . Ed il ritorno, anche solo a livello di info-commerce (prendere informazioni online per poi comprare nei negozi), è sicuramente positivo.

Voi cosa ne pensate?

7 luglio 2009 at 13:41 6 commenti


Questa sono io

Claudia Martino

Da Google a Dublino

Who’s that girl?

Nome: Claudia Martino
e-mail: info@claudiamartino.it
Chi sono

Per la replica dei contenuti di questo blog:

Creative Commons License