Posts tagged ‘bto2009’

Come si difendono le aziende dai commenti negativi in rete?

Preoccupati di commenti e recensioni negative in rete, provenienti soprattutto dai Social Media?
Econsultancy e bigmouthmedia hanno analizzato come gli operatori di diversi paesi si difendono dagli attacchi alla loro brand reputation. La provenienza geografica del campione di intervistati è la seguente: UK 69%, altri paesi europei 13% , Nord America 7%, altri paesi 10%.

L’indagine si è concentrata sui metodi con cui le aziende minimizzano l’impatto dei commenti negativi.

Quasi la metà dei partecipanti all’indagine trova la soluzione nel creare engagement direttamente col consumatore. Un’altra strategia diffusa, con ottica decisamente di lungo periodo, consiste nel migliorare i propri prodotti e servizi.

E come è utilizzato Twitter, uno dei Social Network più popolari al momento, anche per l’utilizzo in chiave business?

Emerge che le aziende utilizzano Twitter principalmente per monitorare la propria brand reputation ed anche per promuovere i proprio prodotti e servizi. Circa un quarto degli intervistati usa il microblogging per dare un servizio ai propri clienti e per raccogliere feedback.

Ben il 63% delle aziende risponde ai tweets.

Indubbiamente l’uso dei Social Media nelle aziende è legato alla diffusione della conoscenza dei mezzi stessi, del loro utilizzo e delle potenzialità. E’ compito quindi delle agenzie, dei consulenti e delle organizzazioni di categoria trasmettere il know how per la gestione appropriata e proficua dei Social Media nelle aziende.

Durante l’ultimo Buy Tourism Online si è parlato molto di Online Brand Reputation; uno dei messaggi emersi con maggior chiarezza è l’assoluta necessità di joining the conversation, non solo ascoltadto i propri clienti ma prendendo parte alla conversazione. Ricordo che purtroppo molti in platea si domandavano come potersi “cancellare da Tripadvisor”. Mi auguro che presto il messaggio arrivi anche a loro, perché il corretto utilizzo della rete, la trasparenza ed l’erogazione di un servizio con giusto rapporto qualità/prezzo, soprattutto nel turismo, sono più che mai leve competitive che determineranno il successo di alcuni operatori e discapito di altri che dimostrino chiusura verso i media online.

6 gennaio 2010 at 11:11 3 commenti

Marketing Virale per il Turismo

Nella Main Hall del BTO si parla adesso di Marketing non convenzionale.
Massimiliano Ventimiglia di H-Art inizia il dibattito sottolineando quanto gli utenti online siano influenzati dalle opinioni degli altri. Per questo i social media acquisiscono sempre maggiore importanza.
Il mondo dei social ha fatto emergere l’importanza dell’identità: avere qualcosa da dire, da raccontare. E’ importante cercare di risalire a questo concetto e comunicarlo.
Per le aziende rimane cruciale anche stabilire delle KPI (Key Performance Indicators), cioè gli obiettivi di performance che si vogliono raggiungere attraverso i social media: ciascuna azione deve essere il più possibile misurabile e tendere agli obiettivi stabiliti.
Tra gli scopi di una social media strategy rientra spesso la creazione di engagement: è importante però tenere presente che costruire una community non basta per creare un reale coinvolgimento ed un legame con i propri utenti. Creare un picco di attenzione intorno ad un video virale non significa automaticamente che tale attenzione duri nel tempo; è importante quindi coordinare l’utilizzo dei diversi media con gli obiettivi di lungo periodo.

Mirko Pallera di Ninja Marketing prende la parola: si parla molto di Marketing Virale, ma in pochi sanno progettare campagne di Marketing realmente contagiose.

Cos’è il Viral DNA? è contenuto in alcune caratteristiche attribuibili ad es. ad un video virale:
enjoyable: deve divertire (ad es. video virali di Diesel)
valuable: essere utile (es. applicazione di Nike per iPod).
meaningful: significativo, che ha un senso.
Alcuni argomenti virali per natura sono: Dio, l’amore, il sesso, i gattini :-)

Interviene Elisa Perillo di Zooppa, azienda che si occupa di creazione di contenuti pubblicitari creati dagli utenti (Users Generated Advertising): la viralità in questo caso nasce dalla volontà di partecipare, che crea engagement nei confronti dell’azienda oggetto della campagna.
Ci mostra un esempio in ambito turistico: i video per la campagna della catena Best Western (di ChangoFilm e Gianfranco Grenar).

Paolo Iabichino di OGILVY riporta la discussione a temi più vicini ai presenti in sala. Bellissimo il video sull’INVERTISING: tutti i concetti dell’advertising classica rivisti e trasformati in un’ottica di trasparenza, interazione, socialità.
Concordo al 100% con Paolo che ci ricorda che il cambiamento è in atto è irreversibile: perchè dalla platea c’è chi chiede come cancellarsi da Tripadvisor? Il vero Marketing non convenzionale consiste nel partecipare alla conversazione, stabilire delle alleanze (vedi post precedente), fare mercato in maniera nuova ed etica.
Paolo conclude citando Cluetrain Manifesto: “continuerete a fare i soldi purchè non sia l’unica cosa che avete in mente” :-)

17 novembre 2009 at 14:38 6 commenti

Atrapalo: acchiappa il viaggio al volo!

Nel tardo pomeriggio al Buy Tourism Online di Firenze è intervenuto Bruno Preda di Atrapalo, OTA (Online Travel Agency) spagnola.
In molti attendevamo questo intervento, avendo sentito parlare di Atrapalo (letteralmente: Acchiappalo) a causa di una celebre iniziativa promozionale, che più o meno recita così “vai in vacanza ed al tuo ritorno decidi se e quanto vale la pena pagare”. Curisoso modelo di business, vero?
Ma andiamo in ordine.
Preda ci parla di come Atrapalo sia nato nel ’99 da un’idea di 4 amici, con l’intenzione di creare un sito che offrisse servizi legati allo svago.
Il modello di business con cui hanno conquistato il mercato spagnolo consiste nell’acquisto di “posti vuoti” in bassa stagione: Atrapalo ha iniziato proponendo a teatri e strutture adibite a spettacoli l’acquisto dei posti liberi a prezzo speciale, in cambio della possibilità di vendere i biglietti online (anche quelli a prezzo pieno).
Così hanno conquistato teatri per poi rivolgersi alla ristorazione ed al settore dei viaggi.
La strategia Marketing di Atrapalo parte dalla segmentazione dei clienti in tre gruppi:
Cliente infedele: naviga alla ricerca dell’offerta di prezzo migliore, criterio che riduce di molto le possibilità di fidelizzazione;
Cliente superinformato: approfondisce ogni minimo dettaglio del viaggio che intende prenotare, leggendo molte recensioni per acquisire il maggior numero informazioni possibile.
Cliente opinionista: ama esprimere opinioni e raccontare le proprie esperienze.
Anche su Atrapalo, come su molti siti di prenotazione e recensioni online, è possibile leggere le opinioni dei viaggiatori; ma a differenza di molti altri siti, Atrapalo dà la possibilità di pubblicare recensioni solo a chi nelle strutture ci è stato per davvero, a seguito di prenotazione attraverso il loro sito.
Gli affiliati (hotel ristoranti ecc) ricevono tutte le valutazioni, in modo da essere costantemente aggiornati su cosa si dice di loro.
Bruno Preda ci presenta in rassegna le campagne marketing degli ultimi 5 anni, tutte accomunate dalla capacità di suscitare grande curiosità ed uno spirito di “caccia” alle occasioni, quindi molto coerenti con il concetto espresso dal loro stesso nome: afferrare al volo un’occasione imperdibile.
Questo è il video di presentazione della campagna LOS ATRAPANTES del 2008:
Arriviamo così finalmente a parlare di “EL TRATO” (il patto), iniziativa promossa a luglio 2009: 500 clienti di Atrapalo sono andati in vacanza, con l’accordo che al rientro avrebbero pagato quello che ritenevano giusto.
Prima di svelarci quanto sono stati disposti a pagare i fortunati viaggiatori, Preda ci mostra in numeri il successo della campagna: durante i 20 giorni di durata della campagna, ci sono stati + 42.000 utenti registrati e le visite uniche sono salite a 1,5 milioni.
E i clienti di Atrapalo di ritorno dalle vacanze saranno stati onesti nel pagare il giusto prezzo per i servizi ricevuti?
Da un breve campione di interviste scopriamo che in molti non hanno pagato nulla, altri 10 o 20 euro a notte. Una signora è andata addirittura in corciera con 5 euro!!
L’unico cliente che ha pagato il 70% del reale valore del viaggio è stato premiato con un’ulteriore vacanza, quella dei suoi sogni (2 settimane in Giappone).
Prima di ascoltare questa storia, in molti ci interrogavamo su come fosse sostenibile un tale modello di business. Adesso abbiamo finalmente capito che non si tratta di una politica commerciale, ma di una furbissima campagna di marketing dagli ottimi risultati, costata anche molto poco (a detta di Preda).
Infatti Atrapalo sta ripetendo l’operazione in questi giorni.
Che bello Atrapalo sta sbarcando anche in Italia!

16 novembre 2009 at 22:53 10 commenti

La disintermediazione nell’era del web 2.0

Si apre uno dei dibattiti più attesi del BTO di quest’anno, che ha ad oggetto la presunta DISINTERMEDIAZIONE del settore turistico. Moderatrice di questa interessante discussione è Roberta Milano, docente presso il Master in Web Marketing e Turismo dell’Università di Genova.

E’ vero che la rete facilita la rinuncia agli intermediari, nel settore del turismo?
La disintermediazione è alla portata di tutti gli alberghi?

disintermediazione_bto

Passerini di Fastbooking parla dei vantaggi dell’utilizzo dei portali di aggregazione dell’offerta, che diano la possibilità agli alberghi di promuovere le strutture guidando gli utenti sul proprio sito. In questo modo il portale aggregatore è finalizzato alla reale promozione della struttura, offrendo anche formazione per realizzare piattaforme di prenotazione.

Può il portale di un albergo competere con il posizionamento di un intermediario (ad es. Expedia)? Emerge come la dimensione della struttura ricettiva sia un rilevante fattore di disintermediazione: più la struttura è importante e nota anche in termini di brand, più l’indipendenza da portali di prenotazione ed OTA (Online Travel Agencies) è realizzabile. Ma è altrettanto importante considerare come per tutte le strutture, anche di piccole dimensioni, esistano aggregatori di offerta con politiche commerciali trasparenti e molto “abbordabili” a cui affidarsi, tra cui il già citato Fastbooking ed anche Nozio.
Inoltre non è affatto da trascurare il ruolo dei social network, che si inseriscono come nuovi elementi di competizione nell’arena posizionamento organico sui motori di ricerca: promuovere la propria struttura attraverso facebook e twitter, monitorando l’online brand reputation anche sui siti di recensioni, porta a risultati sorprendenti.

16 novembre 2009 at 16:27 Lascia un commento

Marco Montemagno al BTO 2009

Nuova frontiera del turismo digitale: idee per nuovi modelli di business nell’era del Turismo 2.0“: questo il titolo dell’intervento di Marco Montemagno appena iniziato nella Main Hall della Stazione Leopolda, dove oggi ha avuto inizio il Buy Tourism Online 2009.

Inizio di intervento spumeggiante: Montemagno chiede al pubblico di fare un ritratto di chi è seduto alla propria destra, mentre sostiene di far fatica a capire fino in fondo cosa sia internet.. e se fa fatica lui, co-fondatore di BlogosfereCodice Internet, figuriamoci noi!

Parlare di internet significa parlare di persone, che lo utilizzano tutti i giorni attraverso diversi mezzi, generando una mole enorme di dati.

Come non farsi scoraggiare da questo mondo, in apparenza molto complicato?
Per spiegarcelo Marco fa salire una volontaria sul palco, per annotare i termini che il pubblico suggerisce: blog, comunità, youtube, twitter, fan page di facebook ecc. Sono tutti strumenti che ci consentono di guadagnarci uno spazietto sulla rete per dire la nostra e comunicare con gli altri.
Come gestire tutti questi contenuti? ci sono vari strumenti (ping.fm, hellotxt ed altri) che “spalmano” i propri interventi sui diversi social network.
Montemagno dà diversi consigli pratici ai presenti, per far comprendere la potenzialità di questi strumenti. Ad es. perchè non pubblicare una promozione speciale su twitter?

In questo scenario, il trend dei modelli di business è diventare network, legandosi a persone con i nostri stessi interessi.
Altro modello di business possibile: Just Good Economy, ovvero “meno è meglio”, circondiamoci di oggetti e servizi realmente utili.
E poi c’è il modello di business del crowd sourcing: sfruttare le idee di tanti per formulare qualcosa di originale.
Ed il modello fondato sulla gratuità di servizi/prodotti? si basa sul concedere qualcosa GRATIS per guadagnare su altro, ad es: dormi una notte gratis in hotel se acquisti un ingresso alla spa.

I risultati di una strategia online non si vedono quasi mai nel breve termine: la visione di lungo periodo è essenziale per il raggiungimento dei risultati, basta pensare agli esordi di youtube e facebook.
Un altro consiglio che Monty ci suggerisce è essere creativi, inventare: come ha fatto 350, action day ambientale organzizzato via internet.

16 novembre 2009 at 14:06 Lascia un commento

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