Internet 2009: a che punto siamo?

Davvero interessante questa rappresentazione dell’utilizzo di Internet a livello mondiale, pubblicata da Focus.com.

Ci sono tutti i dati essenziali: dati socio-demografici degli utilizzatori, frequenza di utilizzo, tipologia di connessione, età e tipologia di bloggers, mobile.

Una fotografia di Internet nel 2009

9 febbraio 2010 at 10:45 Lascia un commento

Come si difendono le aziende dai commenti negativi in rete?

Preoccupati di commenti e recensioni negative in rete, provenienti soprattutto dai Social Media?
Econsultancy e bigmouthmedia hanno analizzato come gli operatori di diversi paesi si difendono dagli attacchi alla loro brand reputation. La provenienza geografica del campione di intervistati è la seguente: UK 69%, altri paesi europei 13% , Nord America 7%, altri paesi 10%.

L’indagine si è concentrata sui metodi con cui le aziende minimizzano l’impatto dei commenti negativi.

Quasi la metà dei partecipanti all’indagine trova la soluzione nel creare engagement direttamente col consumatore. Un’altra strategia diffusa, con ottica decisamente di lungo periodo, consiste nel migliorare i propri prodotti e servizi.

E come è utilizzato Twitter, uno dei Social Network più popolari al momento, anche per l’utilizzo in chiave business?

Emerge che le aziende utilizzano Twitter principalmente per monitorare la propria brand reputation ed anche per promuovere i proprio prodotti e servizi. Circa un quarto degli intervistati usa il microblogging per dare un servizio ai propri clienti e per raccogliere feedback.

Ben il 63% delle aziende risponde ai tweets.

Indubbiamente l’uso dei Social Media nelle aziende è legato alla diffusione della conoscenza dei mezzi stessi, del loro utilizzo e delle potenzialità. E’ compito quindi delle agenzie, dei consulenti e delle organizzazioni di categoria trasmettere il know how per la gestione appropriata e proficua dei Social Media nelle aziende.

Durante l’ultimo Buy Tourism Online si è parlato molto di Online Brand Reputation; uno dei messaggi emersi con maggior chiarezza è l’assoluta necessità di joining the conversation, non solo ascoltadto i propri clienti ma prendendo parte alla conversazione. Ricordo che purtroppo molti in platea si domandavano come potersi “cancellare da Tripadvisor”. Mi auguro che presto il messaggio arrivi anche a loro, perché il corretto utilizzo della rete, la trasparenza ed l’erogazione di un servizio con giusto rapporto qualità/prezzo, soprattutto nel turismo, sono più che mai leve competitive che determineranno il successo di alcuni operatori e discapito di altri che dimostrino chiusura verso i media online.

6 gennaio 2010 at 11:11 3 commenti

E-commerce e Shopping Comparison

Cosa si intende per Shopping Comparison?
Si tratta di una particolare funzionalità offerta dal web che permette all’utente di comparare in modo veloce e completo prodotti e servizi disponibili presso centinaia di esercenti.
Questo servizio online è offerto sia da motori di ricerca verticali, che trattano prodotti appartenenti ad un medesimo settore (ad es. Trivago per gli hotel di tutto il mondo), sia da comparatori trasversali a più categorie di prodotti e servizi (trovaprezzi.it, ciao.it, ecc.)

Ciao.it: comparazione prezzi

I motori di comparazione prezzi organizzano database contenenti migliaia di prodotti e li associano a schede-prodotto che riassumono le principali caraterristiche (prezzo, breve descrizione, foto), fornendo così un’esperienza di ricerca oggettiva, semplice ed efficace. La decisione di acquisto si forma così in modo  consapevole e trasparente, offrendo l’opportunità di confronto in base a diversi criteri. Le schede prodotto contengono anche recensioni ed opinioni degli utenti, sul singolo prodotto/servizio oppure sullo shop online e/o fornitore.
Secondo l’indagine 2009 di Sems, che nel celebre rapporto pubblicato annualmente traccia l’atteggiamento degli utenti verso i motori di ricerca, ben il 56% degli utenti sono influenzati nelle proprie decisioni di acquisto da recensioni lette sui motori di comparazione.

La shopping comparison è utilizzata non solo per gli acquisti online, ma anche per il cosiddetto info-commerce: reperire informazioni online per poi acquistare nei negozi fisici.

Essendo molto ben posizionati sui motori di ricerca, per siti di commercio elettronico i canali di comparazione prezzi rappresentano un utile strumento di crescita del proprio business: si riceveno infatti visite di potenziali clienti estremamente qualificate (entra nel sito chi è interessato ad un prodotto) con un costo nella maggior parte dei casi a performance (pay-per-click).

27 novembre 2009 at 16:39 3 commenti

Identikit dell’agri-turista 2009

Agriturismo.it ha tracciato l’ “Identikit dell’agri-turista del 2009”: un ritratto che emerge dal sondaggio che ha visto la partecipazione di oltre 2100 utenti del sito.

Quali sono le caratteristiche di chi trascorre le proprie vacanze in agriturismo?  Eco responsabilitàamore per la buona cucina e ricerca di benessere, il tutto accompagnato da semplicità.

Le regioni predilette sono quelle del centro-italia, con la Toscana al primo posto; la cucina tipica e genuina caratterizzano un soggiorno di qualità.

Sondaggio AgriturismiDal sondaggio emerge l’evoluzione del turista verso tematiche eco-compatibili e di sostenibilità: il 65% degli intervistati dichiara di essere disposto a spendere di più per un soggiorno eco-responsabile, a favore quindi di strutture che utilizzano fonti di energia alternative e praticano attività di bioedilizia.

Contano molto anche la ricerca di relax ed i servizi legati al benessere, che spesso rappresentano un connubio perfetto con la totale immersione nella natura.

Forte è anche l’apprezzamento per gli agriturismo che hanno solidi legami con il territorio:  una buona parte del campione rivela di privilegiare strutture recuperate o situate in zone di interesse turistico-culturale.

La versione integrale della ricerca è visibile cliccando sul link: Sondaggio Agriturismo.it

26 novembre 2009 at 23:21 2 commenti

Rimini Web Marketing Event 09

Ho trascorso il fine settimana a Rimini per il tanto atteso Web Marketing Event: sono stati due giorni sensazionali, ricchi di spunti e di nuove conoscenze davvero interessanti.

L’organizzazione dell’evento, curata da Titanka, è stata nel complesso buona: bella e funzionale la sede (Rimini Fiera), personale di servizio piuttosto gentile. Un paio di pecche: assenza di rete wi-fi (quindi niente live blogging!) e punti di ristoro indecentemente cari.

Ma veniamo agli aspetti rilevanti: i preparatissimi relatori, coordinati fa Fabio Sutto e moderati da Elena Farinelli, si sono alternati nell’esposizione dei vari aspetti inerenti al web marketing, con particolare riferimento al settore del turismo online.

Pare che la platea fosse costituita al 70% da albergatori, particolare di cui sono rimasta sorpresa, dato il livello degli interventi: si è parlato sia di aspetti legati alla comunicazione online ed ai Social Media, che di argomenti più tecnici, come SEO e Web Analytics.

Gli interventi sono stati (quasi) tutti caratterizzati da chiarezza nell’esposizione ed approccio pratico: tanti consigli utili e spunti per mettere in atto una strategia di web marketing integrata, non tanto con la pretesa di insegnare ma di far prendere coscienza di come diversi strumenti online siano rilevanti ed azionabili per avvicinarsi ai propri utenti.

Rimini Web Marketing Event 2009

Durante il viaggio di ritorno verso Firenze, insieme ai miei compagni di avventura Roberto Fumarola ed Elena Farinelli, abbiamo messo a fuoco un paio di concetti che a nostro avviso sono stati il filo conduttore dei diversi interventi:

  • narrowcasting vs broadcasting: a differenza delle forme di comunicazione tradizionale, dove il “rumore” predomina e l’informazione è riversata sugli spettatori indistintamente, il web è in grado di dare risposte centrate, personalizzate in base alle preferenze degli utenti. Complice della personalizzazione è sicuramente l’evoluzione dei motori di ricerca sempre più centrati sulla query, come ci hanno illustrato Piersante Paneghel (a proposito di SEO) e Luca Bove insieme a Fabio Sutto (intervenuti sulla Local Search di Google). E’ quindi estremamente importante che i contenuti di un sito riflettano questa evoluzione: la guest star Avinash Kaushik, Analytics Evangelist di Google, ci ha dato numerosi spunti per utilizzare al meglio le Web Analytics, gestendo i contenuti delle pagine in base alle preferenze dei nostri utenti, tenendo sempre ben presenti i nostri obiettivi di fondo.Il concetto di narrowcasting racchiude quindi anche quello di “ascolto”: parlando di Social Media Marketing, Claudio Vaccaro ci ha mostrato come prendere parte alla conversazione con i nostri clienti e prospect, sia ascoltando che stimolando la partecipazione degli altri e creando engagement.

    La personalizzazione è stato un argomento egregiamente esposto anche da Alessandro Binello durante il suo intervento sull’e-mail Marketing: l’introduzione di criteri di segmentazione della propria clientela nell’invio di newsletter può guidare la composizione dei contenuti, dando maggiore rilievo agli interessi principali del target. Molto utile integrare nelle e-mail elementi di tipo social (ad es. le icone per iscriversi alla fan page di facebook) e contenuti generati dagli utenti (opinioni espresse dai propri clienti), che aumentano il tasso di apertura del 12% e le conversioni del 10%.

  • Un’altra parola chiave del RWME, è stata “testare”: i relatori ci hanno incoraggiato molto a sperimentare, evitando di iniziare ad utilizzare i diversi strumenti basandosi su convinzioni che spesso si rilevano errate. Lo ha esposto molto chiaramente Federico Calore, parlando di Keyword Advertising; è stato un gran peccato che abbia dovuto tagliare la parte finale  dell’intervento per mancanza di tempo!

Notevole l’intervento di Gianpaolo Lorusso sull’usabilità: dato che investiamo per farci trovare sui motori di ricerca, una volta che gli utenti arrivano sul nostro sito non possiamo di certo farceli scappare! E’ bene evitare quindi il rumore di cui ci parlava anche Piersante, facilitando il percorso di navigazione dell’utente, rendendo i testi il più leggibili possibile e gli elementi grafici “puliti”.

A chiusura dell’evento, Marco Ziero ed Andrea Serravezza, insieme a Fabio Sutto, ci hanno aperto gli occhi sulla rivoluzione in atto in campo Mobile, argomento già introdotto da Elena all’inizio della seconda giornata: le ricerche di hotel e ristoranti effettuate da dispositivi cellulari evoluti sono sempre più frequenti, è necessario quindi tener conto di questa opportunità nel proprio marketing mix.

Nonostante mi sarebbe piaciuto approfondire ulteriormente diversi interventi, l’esperienza è stata nel complesso molto positiva, soprattutto grazie all’elevata competenza dei relatori. La platea ha partecipato con numerose domande che sono state in parte discusse al termine degli interventi. L’entusiasmo è stato testimoniato anche dalla valanga di tweets contrassegnati con #rwme, hashtag che domenica sera era addirittura nei top 5 di twitter!

24 novembre 2009 at 01:47 9 commenti

Google, Bing e Yahoo a confronto

Ed eccoci ad uno dei momenti più attesi del BTO di quest’anno: l’incontro tra i big dei motori di ricerca. Gaincarlo Carniani invita sul palco Kristine Marshall di Bing Travel, Roberto Brenner di Google e Lorenzo Montagna di Yahoo.
Sessione moderata da Mauro Lupi.

Il dibattito inizia con un’interessante domanda che Mauro pone ai protagonisti: quali sono le ricerche più frequenti e le tecnologie utilizzate per rispondere al meglio?
Roberto Brenner di Google ci dice la sfida si gioca intorno a tre considerazioni:
–  l’utente italiano medio si è evoluto: molte ricerche sono composte da più di tre parole (“hotel roma centro pensione completa”);
–  nella vastità di risultati di una serp, bisogna considerare che l’algoritmo di ricerca tiene in considerazione più di 200 elementi e varia una volta alla settimana;
–  la sfida della velocità: risposte mirate in tempi veloci.

Lorenzo Montagna di Yahoo puntualizza che nella search emerge la richiesta di esperienza di navigazione sempre più ricca. Quindi la search deve essere open ed accogliere i risultati dei social network e di terze parti, apparentemente competitors di Yahoo. Gli utenti desiderano che la search sia semplice da usare e che sia aperta a tutte le fonti.
Un’altra chiave fondamentale è la personalizzazione: ad es. search pad di Yahoo è un block notes dove annotare e salvare delle pagine web dandogli un nome personalizzato.

E’ la volta di Kristine Marshall di Bing Travel, che nel breve video di presentazione si definisce un decision engine.
Il 26% delle queries negli USA contengono keyword come travel e simili. Partendo da questo presupposto, Bing ha deciso di sviluppare una divizione specifica per il turismo.

Mauro Lupi chiede: in quali direzioni vanno le tecnologie dei motori di ricerca?
Nell’ottica Google, il mdr deve comprendere sempre meglio cosa l’utente sta cercando. Ad es. se cerco la parola Hotel, il motore considera la localizzazione geografica di chi svolge la ricerca, quindi restituisce risultati relativi a quel territorio.
Un’altra direzione di sviluppo della tecnologia è la personalizzazione e la condivisione, come avviene ad es. attraverso sidewiki.
Un altro traguardo è la crescente personalizzazione dei risultati persona: il mdr tenderà a restituire risultati coerenti con le scelte già fatte dall’utente (loggato al suo google account).

Montagna afferma che la search da mobile restituisce risultati diversi rispetto alla search da pc, più mirata su previsioni del tempo, news, ecc. Quindi una considerazione del device di collegamento per organizzare la serp.

Bing si concentra nel categorizzare i risultati in base alle esigenze dell’utente video, mappe, news); con la visual search inoltre arricchisce l’esperienza della ricerca, rendendola più intuitiva (opzione non ancora disponibile in Italia).

Quali sono i consigli utili per gestisce il sito di un albergo?
Un utilissimo strumento è Google insight for search: mostra l’andamento delle chiavi di ricerca nei diversi paesi per stagione. Questo può guidare le campagne di marketing sia a livello di contenuti che per la paid search.
Un altro consiglio del portavoce di Google è far giungere l’utente alla prenotazione in massimo 3 click.

Lorenzo Montagna ci dà dati interessanti sull’utilizzo del web, a testimonianza del fatto che chi acquista online è molto ben informato e diviene spesso un influenzatore verso chi acquista offline.
Molto spesso i siti mancano di contenuti di valore, originali ed aggiornati: anche Montagna suggerisce “meno flash e più contenuti!“. E’ necessario puntare molto sull’esperienza di navigazione: l’utente richiede qualcosa di più di un prezzo. Ed infine è bene ad affidarsi ad esperti di settore per misurare i risultati con le web analytics del sito, per avere importanti feedback sugli interventi da fare.

Kristine risponde alla richiesta di approfondimento di Mauro Lupi riguardo alla Visual Search: le strutture alberghiere devono realizzare delle book listing con indirizzo, numero di telefono ecc, tutti i dati rilevanti che è importante emergano nella ricerca.
Quando arriva Bing Travel in Italia? al momento Krisitne non lo sa purtroppo.

Iniziano le domande dal pubblico.

Bing Travel prende commissioni per la vendita di viaggi? funziona con un meccanismo di advertising, risponde Kristine.

Google Maps: quali sono i parametri usati per posizionare sulle mappe le strutture ricettive?
Sono classificati in base ai criteri organici, come tutte le serp di google.

Se Bing diventa un buon canale travel, può apparire nei risultati di google? tecnicamente sì, essendo una pagina indicizzabile :-)

La continua evoluzione seo dell’algoritmo renderà inutile l’intervento dei tecnici seo? cioè: conteranno davvero solo i contenuti?
Secondo Roberto ci sarà sempre più bisogno di agenzie di sem e seo per assistere le aziende in questi cambiamenti continui.

17 novembre 2009 at 17:31 2 commenti

Marketing Virale per il Turismo

Nella Main Hall del BTO si parla adesso di Marketing non convenzionale.
Massimiliano Ventimiglia di H-Art inizia il dibattito sottolineando quanto gli utenti online siano influenzati dalle opinioni degli altri. Per questo i social media acquisiscono sempre maggiore importanza.
Il mondo dei social ha fatto emergere l’importanza dell’identità: avere qualcosa da dire, da raccontare. E’ importante cercare di risalire a questo concetto e comunicarlo.
Per le aziende rimane cruciale anche stabilire delle KPI (Key Performance Indicators), cioè gli obiettivi di performance che si vogliono raggiungere attraverso i social media: ciascuna azione deve essere il più possibile misurabile e tendere agli obiettivi stabiliti.
Tra gli scopi di una social media strategy rientra spesso la creazione di engagement: è importante però tenere presente che costruire una community non basta per creare un reale coinvolgimento ed un legame con i propri utenti. Creare un picco di attenzione intorno ad un video virale non significa automaticamente che tale attenzione duri nel tempo; è importante quindi coordinare l’utilizzo dei diversi media con gli obiettivi di lungo periodo.

Mirko Pallera di Ninja Marketing prende la parola: si parla molto di Marketing Virale, ma in pochi sanno progettare campagne di Marketing realmente contagiose.

Cos’è il Viral DNA? è contenuto in alcune caratteristiche attribuibili ad es. ad un video virale:
enjoyable: deve divertire (ad es. video virali di Diesel)
valuable: essere utile (es. applicazione di Nike per iPod).
meaningful: significativo, che ha un senso.
Alcuni argomenti virali per natura sono: Dio, l’amore, il sesso, i gattini :-)

Interviene Elisa Perillo di Zooppa, azienda che si occupa di creazione di contenuti pubblicitari creati dagli utenti (Users Generated Advertising): la viralità in questo caso nasce dalla volontà di partecipare, che crea engagement nei confronti dell’azienda oggetto della campagna.
Ci mostra un esempio in ambito turistico: i video per la campagna della catena Best Western (di ChangoFilm e Gianfranco Grenar).

Paolo Iabichino di OGILVY riporta la discussione a temi più vicini ai presenti in sala. Bellissimo il video sull’INVERTISING: tutti i concetti dell’advertising classica rivisti e trasformati in un’ottica di trasparenza, interazione, socialità.
Concordo al 100% con Paolo che ci ricorda che il cambiamento è in atto è irreversibile: perchè dalla platea c’è chi chiede come cancellarsi da Tripadvisor? Il vero Marketing non convenzionale consiste nel partecipare alla conversazione, stabilire delle alleanze (vedi post precedente), fare mercato in maniera nuova ed etica.
Paolo conclude citando Cluetrain Manifesto: “continuerete a fare i soldi purchè non sia l’unica cosa che avete in mente” :-)

17 novembre 2009 at 14:38 6 commenti

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