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Cosa fanno gli italiani su Internet?

Cosa fanno gli italiani online?
Me lo chiedo spesso, seguendo con interesse l’evoluzione di questo media e le abitudini dei miei concittadini.

Secondo l’ultima rivelazione di Audiweb (powered by Nielsen, Agosto 2010), i navigatori italiani su base mensile sono ben 23,8 milioni, in crescita del 14% rispetto allo scorso anno.
Ma il dato più interessante riguarda gli interessi e le preferenze degli italiani su Internet.

Interessi degli italiani su internet

I motori di ricerca sono visitati dal 90% dei navigatori, con una penetrazione del 39% sul totale della popolazione italiana. Sarebbe interessante capire come fa il 10% dei navigatori ad evitare i motori :-)

Le Member Communities sono visitate dall’83% dei navigatori, in crescita del 17,5% rispetto ad un anno fa. Significa quindi che un italiano su 3 nel mese di agosto scorso ha utilizzato almeno un social network o visitato un blog o una community.
I siti con contenuti video crescono in maniera ancora più consistente, attestandosi ad un + 24% rispetto ad agosto 2009.
Un aumento consistente quindi nella fruizione di tutti gli UGC (= Users Generated Contents, contenuti generati dagli utenti).

29 novembre 2010 at 23:48 6 commenti

Rimini Web Marketing Event 09

Ho trascorso il fine settimana a Rimini per il tanto atteso Web Marketing Event: sono stati due giorni sensazionali, ricchi di spunti e di nuove conoscenze davvero interessanti.

L’organizzazione dell’evento, curata da Titanka, è stata nel complesso buona: bella e funzionale la sede (Rimini Fiera), personale di servizio piuttosto gentile. Un paio di pecche: assenza di rete wi-fi (quindi niente live blogging!) e punti di ristoro indecentemente cari.

Ma veniamo agli aspetti rilevanti: i preparatissimi relatori, coordinati fa Fabio Sutto e moderati da Elena Farinelli, si sono alternati nell’esposizione dei vari aspetti inerenti al web marketing, con particolare riferimento al settore del turismo online.

Pare che la platea fosse costituita al 70% da albergatori, particolare di cui sono rimasta sorpresa, dato il livello degli interventi: si è parlato sia di aspetti legati alla comunicazione online ed ai Social Media, che di argomenti più tecnici, come SEO e Web Analytics.

Gli interventi sono stati (quasi) tutti caratterizzati da chiarezza nell’esposizione ed approccio pratico: tanti consigli utili e spunti per mettere in atto una strategia di web marketing integrata, non tanto con la pretesa di insegnare ma di far prendere coscienza di come diversi strumenti online siano rilevanti ed azionabili per avvicinarsi ai propri utenti.

Rimini Web Marketing Event 2009

Durante il viaggio di ritorno verso Firenze, insieme ai miei compagni di avventura Roberto Fumarola ed Elena Farinelli, abbiamo messo a fuoco un paio di concetti che a nostro avviso sono stati il filo conduttore dei diversi interventi:

  • narrowcasting vs broadcasting: a differenza delle forme di comunicazione tradizionale, dove il “rumore” predomina e l’informazione è riversata sugli spettatori indistintamente, il web è in grado di dare risposte centrate, personalizzate in base alle preferenze degli utenti. Complice della personalizzazione è sicuramente l’evoluzione dei motori di ricerca sempre più centrati sulla query, come ci hanno illustrato Piersante Paneghel (a proposito di SEO) e Luca Bove insieme a Fabio Sutto (intervenuti sulla Local Search di Google). E’ quindi estremamente importante che i contenuti di un sito riflettano questa evoluzione: la guest star Avinash Kaushik, Analytics Evangelist di Google, ci ha dato numerosi spunti per utilizzare al meglio le Web Analytics, gestendo i contenuti delle pagine in base alle preferenze dei nostri utenti, tenendo sempre ben presenti i nostri obiettivi di fondo.Il concetto di narrowcasting racchiude quindi anche quello di “ascolto”: parlando di Social Media Marketing, Claudio Vaccaro ci ha mostrato come prendere parte alla conversazione con i nostri clienti e prospect, sia ascoltando che stimolando la partecipazione degli altri e creando engagement.

    La personalizzazione è stato un argomento egregiamente esposto anche da Alessandro Binello durante il suo intervento sull’e-mail Marketing: l’introduzione di criteri di segmentazione della propria clientela nell’invio di newsletter può guidare la composizione dei contenuti, dando maggiore rilievo agli interessi principali del target. Molto utile integrare nelle e-mail elementi di tipo social (ad es. le icone per iscriversi alla fan page di facebook) e contenuti generati dagli utenti (opinioni espresse dai propri clienti), che aumentano il tasso di apertura del 12% e le conversioni del 10%.

  • Un’altra parola chiave del RWME, è stata “testare”: i relatori ci hanno incoraggiato molto a sperimentare, evitando di iniziare ad utilizzare i diversi strumenti basandosi su convinzioni che spesso si rilevano errate. Lo ha esposto molto chiaramente Federico Calore, parlando di Keyword Advertising; è stato un gran peccato che abbia dovuto tagliare la parte finale  dell’intervento per mancanza di tempo!

Notevole l’intervento di Gianpaolo Lorusso sull’usabilità: dato che investiamo per farci trovare sui motori di ricerca, una volta che gli utenti arrivano sul nostro sito non possiamo di certo farceli scappare! E’ bene evitare quindi il rumore di cui ci parlava anche Piersante, facilitando il percorso di navigazione dell’utente, rendendo i testi il più leggibili possibile e gli elementi grafici “puliti”.

A chiusura dell’evento, Marco Ziero ed Andrea Serravezza, insieme a Fabio Sutto, ci hanno aperto gli occhi sulla rivoluzione in atto in campo Mobile, argomento già introdotto da Elena all’inizio della seconda giornata: le ricerche di hotel e ristoranti effettuate da dispositivi cellulari evoluti sono sempre più frequenti, è necessario quindi tener conto di questa opportunità nel proprio marketing mix.

Nonostante mi sarebbe piaciuto approfondire ulteriormente diversi interventi, l’esperienza è stata nel complesso molto positiva, soprattutto grazie all’elevata competenza dei relatori. La platea ha partecipato con numerose domande che sono state in parte discusse al termine degli interventi. L’entusiasmo è stato testimoniato anche dalla valanga di tweets contrassegnati con #rwme, hashtag che domenica sera era addirittura nei top 5 di twitter!

24 novembre 2009 at 01:47 9 commenti

Marco Montemagno al BTO 2009

Nuova frontiera del turismo digitale: idee per nuovi modelli di business nell’era del Turismo 2.0“: questo il titolo dell’intervento di Marco Montemagno appena iniziato nella Main Hall della Stazione Leopolda, dove oggi ha avuto inizio il Buy Tourism Online 2009.

Inizio di intervento spumeggiante: Montemagno chiede al pubblico di fare un ritratto di chi è seduto alla propria destra, mentre sostiene di far fatica a capire fino in fondo cosa sia internet.. e se fa fatica lui, co-fondatore di BlogosfereCodice Internet, figuriamoci noi!

Parlare di internet significa parlare di persone, che lo utilizzano tutti i giorni attraverso diversi mezzi, generando una mole enorme di dati.

Come non farsi scoraggiare da questo mondo, in apparenza molto complicato?
Per spiegarcelo Marco fa salire una volontaria sul palco, per annotare i termini che il pubblico suggerisce: blog, comunità, youtube, twitter, fan page di facebook ecc. Sono tutti strumenti che ci consentono di guadagnarci uno spazietto sulla rete per dire la nostra e comunicare con gli altri.
Come gestire tutti questi contenuti? ci sono vari strumenti (ping.fm, hellotxt ed altri) che “spalmano” i propri interventi sui diversi social network.
Montemagno dà diversi consigli pratici ai presenti, per far comprendere la potenzialità di questi strumenti. Ad es. perchè non pubblicare una promozione speciale su twitter?

In questo scenario, il trend dei modelli di business è diventare network, legandosi a persone con i nostri stessi interessi.
Altro modello di business possibile: Just Good Economy, ovvero “meno è meglio”, circondiamoci di oggetti e servizi realmente utili.
E poi c’è il modello di business del crowd sourcing: sfruttare le idee di tanti per formulare qualcosa di originale.
Ed il modello fondato sulla gratuità di servizi/prodotti? si basa sul concedere qualcosa GRATIS per guadagnare su altro, ad es: dormi una notte gratis in hotel se acquisti un ingresso alla spa.

I risultati di una strategia online non si vedono quasi mai nel breve termine: la visione di lungo periodo è essenziale per il raggiungimento dei risultati, basta pensare agli esordi di youtube e facebook.
Un altro consiglio che Monty ci suggerisce è essere creativi, inventare: come ha fatto 350, action day ambientale organzizzato via internet.

16 novembre 2009 at 14:06 Lascia un commento

Il karma del brand

Al Buy Tourism Online di Firenze nella gremita Main Hall è il turno di Brand Karma, rappresentato da Morris Sim, co-fondatore e CEO.

Introduce l’argomento Laura Valerio di Expedia: come può l’albergatore sfruttare le informazioni espresse online dagli utenti?
Morris mette in evidenza come la maggior parte dei siti contenuti nella classifica  dei top 20 website a livello mondiale siano basati su Users Generated Contents (contenuti generati dagli utenti). I navigatori 2.0 sono sempre più interessati a dire la loro ed ad ascoltare i pareri di altri, su qualsiasi argomento.

top20websites
Per questo le strutture ricettive non possono rinunciare ad agire, prendendo coscienza delle opportunità di questo sistema.

Il concetto di Karma calza a pennello: quello che fai ai tuoi clienti torna indietro, nel bene e nel male. Se tratti bene i tuoi clienti e gli permetti di vivere una bella esperienza, il buzz della rete che ne scaturisce porta nuovi contatti e clienti. Se l’esperienza vissuta è negativa, il passaparola online amplificherà tale esperienza e arrecherà danni.

Qual è il karma del tuo brand?
Ogni brand è formato da tre componenti: servizio, prodotto e componente emozionale. Attraverso i social media possiamo comprendere quali sono le aspettative dei consumatori nei confronti di ciascuna componente: si tratta quindi di un’opportunità di ascolto e di definizione della propria offerta.

16 novembre 2009 at 12:46 3 commenti

Turismo online: cosa si dice di voi su tripadvisor e trivago?

Monitorare la propria online reputation è al giorno d’oggi una scelta obbligata, soprattutto nel settore del Turismo.

Da quanto emerso alla BTO light, il 93% degli utenti online ritiene che le opinioni online sui prodotti sono la migliore risorsa per scegliere, mentre il 67% dei consumatori ritiene che le opinioni online siano il primo fattore di scelta per la prenotazione di un un viaggio. Vi è quindi un grande potere di influenza sulla scelta degli acquirenti da parte dei siti di recensioni e di tutti i contenuti di opinione generati dagli utenti.
TripadvisorTrivago sono sicuramente tra i principali siti di opinione: le recensioni pubblicate dai viaggiatori sono di grande aiuto per la scelta delle strutture appropriate presso le quali soggiornare.

Se si è proprietari di una struttura ricettiva, come monitorare le recensioni online?
Per quanto riguarda Tripadvisor, dovrete collegarvi al sito, cercare la scheda relativa alla vostra struttura e cliccare in fondo alla pagina su “sei proprietario dell’Hotel …..?”. L’iscrizione a questo servizio è gratuita e consente di costruire una propria pagina personalizzata all’interno di Tripadvisor e ricevere notifiche in tempo reale via e-mail su nuove recensioni. Sconsiglio l’utilizzo del box  con recensioni (che pubblica le ultime recensioni direttamente sul vostro sito), sia perchè avreste sul sito anche recensioni negative, ma anche perchè cliccando sul box si viene rediretti sul sito di Tripadvisor (mai portare un potenziale cliente su un altro sito da cui fare prenotazioni anche in strutture concorrenti!).

Anche Trivago dà una possibilità simile: le strutture alberghiere possono integrare il modulo di valutazione sul sito web ufficiale. In questo caso sarà visualizzato il punteggio globale della struttura e la media dei punteggi attribuiti dagli utenti su diversi siti (non solo Trivago ma anche Tripadvisor ed altri Online Travel Agencies). L’obiettivo è fornire un quadro complessivo dei giudizi degli ospiti, mettendo al riparo da recensioni negative pubblicate sul sito ufficiale della struttura.

Se ti interessano notizie sull’andamento del turismo online leggi anche questo articolo.

23 giugno 2009 at 14:47 3 commenti


Questa sono io

Claudia Martino

Da Google a Dublino

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Nome: Claudia Martino
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