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Google, Bing e Yahoo a confronto

Ed eccoci ad uno dei momenti più attesi del BTO di quest’anno: l’incontro tra i big dei motori di ricerca. Gaincarlo Carniani invita sul palco Kristine Marshall di Bing Travel, Roberto Brenner di Google e Lorenzo Montagna di Yahoo.
Sessione moderata da Mauro Lupi.

Il dibattito inizia con un’interessante domanda che Mauro pone ai protagonisti: quali sono le ricerche più frequenti e le tecnologie utilizzate per rispondere al meglio?
Roberto Brenner di Google ci dice la sfida si gioca intorno a tre considerazioni:
–  l’utente italiano medio si è evoluto: molte ricerche sono composte da più di tre parole (“hotel roma centro pensione completa”);
–  nella vastità di risultati di una serp, bisogna considerare che l’algoritmo di ricerca tiene in considerazione più di 200 elementi e varia una volta alla settimana;
–  la sfida della velocità: risposte mirate in tempi veloci.

Lorenzo Montagna di Yahoo puntualizza che nella search emerge la richiesta di esperienza di navigazione sempre più ricca. Quindi la search deve essere open ed accogliere i risultati dei social network e di terze parti, apparentemente competitors di Yahoo. Gli utenti desiderano che la search sia semplice da usare e che sia aperta a tutte le fonti.
Un’altra chiave fondamentale è la personalizzazione: ad es. search pad di Yahoo è un block notes dove annotare e salvare delle pagine web dandogli un nome personalizzato.

E’ la volta di Kristine Marshall di Bing Travel, che nel breve video di presentazione si definisce un decision engine.
Il 26% delle queries negli USA contengono keyword come travel e simili. Partendo da questo presupposto, Bing ha deciso di sviluppare una divizione specifica per il turismo.

Mauro Lupi chiede: in quali direzioni vanno le tecnologie dei motori di ricerca?
Nell’ottica Google, il mdr deve comprendere sempre meglio cosa l’utente sta cercando. Ad es. se cerco la parola Hotel, il motore considera la localizzazione geografica di chi svolge la ricerca, quindi restituisce risultati relativi a quel territorio.
Un’altra direzione di sviluppo della tecnologia è la personalizzazione e la condivisione, come avviene ad es. attraverso sidewiki.
Un altro traguardo è la crescente personalizzazione dei risultati persona: il mdr tenderà a restituire risultati coerenti con le scelte già fatte dall’utente (loggato al suo google account).

Montagna afferma che la search da mobile restituisce risultati diversi rispetto alla search da pc, più mirata su previsioni del tempo, news, ecc. Quindi una considerazione del device di collegamento per organizzare la serp.

Bing si concentra nel categorizzare i risultati in base alle esigenze dell’utente video, mappe, news); con la visual search inoltre arricchisce l’esperienza della ricerca, rendendola più intuitiva (opzione non ancora disponibile in Italia).

Quali sono i consigli utili per gestisce il sito di un albergo?
Un utilissimo strumento è Google insight for search: mostra l’andamento delle chiavi di ricerca nei diversi paesi per stagione. Questo può guidare le campagne di marketing sia a livello di contenuti che per la paid search.
Un altro consiglio del portavoce di Google è far giungere l’utente alla prenotazione in massimo 3 click.

Lorenzo Montagna ci dà dati interessanti sull’utilizzo del web, a testimonianza del fatto che chi acquista online è molto ben informato e diviene spesso un influenzatore verso chi acquista offline.
Molto spesso i siti mancano di contenuti di valore, originali ed aggiornati: anche Montagna suggerisce “meno flash e più contenuti!“. E’ necessario puntare molto sull’esperienza di navigazione: l’utente richiede qualcosa di più di un prezzo. Ed infine è bene ad affidarsi ad esperti di settore per misurare i risultati con le web analytics del sito, per avere importanti feedback sugli interventi da fare.

Kristine risponde alla richiesta di approfondimento di Mauro Lupi riguardo alla Visual Search: le strutture alberghiere devono realizzare delle book listing con indirizzo, numero di telefono ecc, tutti i dati rilevanti che è importante emergano nella ricerca.
Quando arriva Bing Travel in Italia? al momento Krisitne non lo sa purtroppo.

Iniziano le domande dal pubblico.

Bing Travel prende commissioni per la vendita di viaggi? funziona con un meccanismo di advertising, risponde Kristine.

Google Maps: quali sono i parametri usati per posizionare sulle mappe le strutture ricettive?
Sono classificati in base ai criteri organici, come tutte le serp di google.

Se Bing diventa un buon canale travel, può apparire nei risultati di google? tecnicamente sì, essendo una pagina indicizzabile :-)

La continua evoluzione seo dell’algoritmo renderà inutile l’intervento dei tecnici seo? cioè: conteranno davvero solo i contenuti?
Secondo Roberto ci sarà sempre più bisogno di agenzie di sem e seo per assistere le aziende in questi cambiamenti continui.

17 novembre 2009 at 17:31 2 commenti

Google afferma di non considerare il meta tag keywords

E’ ufficiale, Google lo ha affermato per scritto ieri in un post pubblicato sul suo blog per webmaster: il meta tag keywords non è considerato ai fini del ranking nei risultati di ricerca.
Già da tempo si parla della diminuita importanza del meta tag in oggetto, soprattutto a causa dell’abuso che molti siti ne hanno fatto, includendo keywords non corrispondenti all’effettivo contenuto delle pagine.

In questo video Matt Cutts, attualmente a capo del team di Webspam di Google, spiega di più:

Ovviamente Google non ignora tutti i meta tag: nella guida per webmaster è possibile trovare la lista di quelli rilevanti.

22 settembre 2009 at 11:31 1 commento

Bing vs Google: cosa svela l’eye-tracking?

Recentemente User Centric, istituto di ricerca di Chicago, ha pubblicato i risultati di uno studio che ha messo a confronto Google con il neonato motore di ricerca Bing.
In particolare, è stato esaminato l’eye-tracking di un gruppo di utenti: si tratta di una metodologia di tracciamento oculare che rileva il movimento degli occhi di chi sta davanti allo schermo.
Lo scopo della ricerca era:
1) paragonare la distribuzione dell’attenzione su aree equivalenti di Bing e Google;
2) valutare quanta attenzione è catturata da aree peculiari di Bing.

La ricerca ha evidenziato come i due motori non differiscono per attenzione dedicata alla ricerca organica, alla quale gli utenti dedicano in media 7 secondi.
Pari merito anche per i link sponsorizzati posti al di sopra della risultati organici, che hanno catturato l’attenzione del 90% degli utilizzatori.

Le differenze iniziano a spuntare per i risultati sponsorizzati sulla destra: il 42% del campione ha letto quelli di Bing, mentre per Google la percentuale è del 25%.
Anche per quanto riguarda le ricerche correlate (related search), suggerite in alcuni risultati di ricerca, Bing ha la meglio:  il 31% degli utenti sono stati attirati da tali suggerimenti (che si trovano a sinistra dei risultati), mentre per Google soltanto il 5% h spostato l’attenzione su tale strumento, che si trova in fondo alla pagina.

Al di là della ricerca, che prende i considerazione soltanto l’eye-tracking, è opinione diffusa che Google dia ancora risultati migliori e più efficienti. Dalla sua Google ha anche una forte brand identity, difficile da battere nel breve termine. Chissà se la crescente importanza di Bing avrà effetti sul modo di fare SEO…

Sulla Search Engine Optimization leggi anche questo.

22 giugno 2009 at 23:40 4 commenti

SEO: i 10 errori più comuni

Secondo SEO TRAFFIC SPIDER questi sono i 10 errori più comuni in tema di indicizzazione siti:

1) ottimizzare le keywords sbagliate: gli errori più comuni sono la selezione di keywords che portano sul sito traffico non qualificato (quindi non targettizzato) e la scelta di parole per cui c’è molta competizione;

2) Riempire eccessivamente il meta-tag keywords: questo meta-tag non ha più il peso che aveva prima, per cui è inutile inserirvi centinaia di parole chiave;

3) Ripetere troppe volte le stesse keyword all’interno di una pagina: è vero che bisogna raggiunge la migliore keyword density all’interno di una web page, ma questo non significa dover sovraccaricare la pagina delle parole scelte, senza che i testi abbiano un senso compiuto né una correttezza grammaticale. I comportamenti di questo tipo sono penalizzati dai motori di ricerca;

4) Creare diverse doorway pages: la creazione di doorway multiple in considerazione dei diversi algoritmi utilizzati dai motori di ricerca è considerato non etico e potrebbe condurre il vostro sito ad essere “bannato”. La migliore idea è creare un pagina singola, ottimizzandola per una parola chiave per tutti i motori di ricerca.;

5) Utilizzare testo nascosto: il testo non visibile all’occhio del visitatore, in quanto dello stesso colore del background del sito, con ripetizione di keyword in frasi non compiute, è trovato e punito dai motori di ricerca.;

6) Creare pagine puramente grafiche: testo, testo, testo e ancora testo, questo l’unico modo affinché i motori di ricerca non considerino una pagina invisibile. Questo non significa trascurare l’aspetto grafico, ma inserirlo all’interno di una struttura in cui il contenuto di testo sia ottimizzato.

7) Page Cloaking: l’occultamento è una tecnica grazie alla quale le richieste ad uno stesso indirizzo vengono servite da pagine diverse, a seconda che il lettore sia un utente (quindi un browser) oppure un motore di ricerca.. Questa tecnica è usata sia per impedire ai competitor di vedere il codice sorgente della pagina ottimizzata che per impedire agli utenti la visione di pagine che sono state costruite soltanto per essere passate in rassegna dagli spider dei MdR. Anche questa tecnica implica per il sito il rischio di essere bannato.

8 ) Iscrivere troppe pagine al giorno: iscrive troppe pagine al giorno presso i motori di ricerca è controproducente, provoca una “dispersione” di risorse. E’ preferibile sottoporre una pagina al giorno.

9) Usare strumenti di iscrizioni automatici: sicuramente l’iscrizione manuale delle pagine sui MdR occupa molto tempo. Utilizzare però sistemi automatici di iscrizione spesso porta ad una penalizzazione del sito.

10) Dedicare troppo tempo all’indicizzazione sui motori di ricerca: spesso focalizzarsi ossessivamente sulla SEO porta a trascurare altri aspetti ugualmente importanti, come la qualità del sito, la sua navigabilità e la qualità dei prodotti.

Che ne pensate?

28 Maggio 2009 at 14:13 5 commenti


Questa sono io

Claudia Martino

Da Google a Dublino

Who’s that girl?

Nome: Claudia Martino
e-mail: info@claudiamartino.it
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