Fashion online: ancora sito vetrina?

7 luglio 2009 at 13:41 6 commenti

L’altro giorno, su suggerimento della mia cara amica Susanna, ho visitato il sito di Betty Flowers.

Sito Betty Flowers

Sito Betty Flowers

Essendo un’appassionata del marchio (belle scarpe, comodissime a prezzi ottimi) ed essendo donna, quindi geneticamente portata all’acquisto selvaggio di scarpe, mi sono precipitata a navigare il catalogo.

Mi atterrò a commenti che riguardano la presentazione online del prodotto, più che la struttura del sito: molto buona la qualità fotografica, anche se per ogni modello è presente una sola foto; totalmente assente la descrizione (materiali di tomaio e suola, applicazioni, tacco ecc).
Non sono presenti neppure informazioni di prezzo , anche se il marchio è venduto solo in negozi di proprietà o franchising, dove quindi la leva del prezzo dovrebbe essere definita in modo uniforme.
Ma la cosa che mi ha lasciato più delusa è la totale mancanza di integrazione tra online ed offline: una volta individuato un modello che ti piace, è impossibile sapere dove trovarlo. Se chiami un negozio (ho contattato quello di Firenze) dando il codice del modello non hanno un’esitenza prodotto, o almeno così mi ha riferito la gentilissima commessa, che è andata in magazzino a controllare se il modello che le ho goffamente descritto a parole era presente. Non solo il modello non c’era, ma al negozio di Firenze non c’è mai stato…

Siccome quelle scarpe sono per la mia migliore amica che si sposa, non penserete mica che abbia mollato l’osso? ho riempito il form di contatto (molto basic) presente sul sito, chiedendo news su dove poter trovare quel modello e dichiarando che avrei pagato le spese di spedizione. Nessuna risposta a distanza di sei giorni…
Rintraccio il numero di telefono dell’azienda (non presente nei contatti del sito), chiamo e mi rispondono che non gestiscono le richieste dei consumatori finali, suggerendomi di scrivere (di nuovo?) un’e-mail al loro ufficio esterno (deduco dal dominio) che cura il customer care. Nessuna risposta dopo tre giorni.

A parte la considerazione che una singola vendita in periodo di saldi può non valere il costo del tempo per scrivere una risposta, mi sembra comunque un chiaro esempio di mancanza di integrazione tra online ed offline (oltre che dubbia gestione di customer care). Non so se siete mai stati in un negozio Betty Flowers:  immagine coordinata eccellente, dal packaging agli arredi, nei minimi particolari; l’esperienza d’acquisto è decisamente piacevole.
Perchè fare un sito in cui mostri delle scarpe, per poi portare ad un vicolo cieco?
Mi sono occupata più volte di integrazione tra web e retail: i sistemi di gestione del magazzino con codici a barre, o addirittura RFID, consentono in tempo reale di scaricare prodotti venduti in diversi punti vendita, dando una disponibilità reale, anche geolocalizzata, dei prodotti. Tutti i negozi gestiscono i prodotti tramite codici a barre, a maggior ragione i monomarca.
Questo consente di gestire un magazzino virtuale unico. Pensate alla potenzialità di una scheda prodotto online con una call to action del tipo: “ti piace questo modello? scopri dove trovarlo”. Magari suggerendo modelli simili (per colore o costruzione, paramentri facilissimi da mappare) nel caso quello cercato non sia presente in nessun punto vendita vicino all’utente.

Tutto questo rispetta la politica commerciale di non cannibalizzazione tra online ed offline, nel caso si sia scelto di non fare e-commerce per i motivi più svariati (evitare concorrenza con negozi, brand reputation, ecc.)
Una volta che realizzato il sito vetrina, il passo per l’integrazione è breve a livello di investimenti . Ed il ritorno, anche solo a livello di info-commerce (prendere informazioni online per poi comprare nei negozi), è sicuramente positivo.

Voi cosa ne pensate?

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6 commenti Add your own

  • 1. Susanna  |  7 luglio 2009 alle 15:16

    E’ giusto che i consumatori sappiano di queste indecenze… soprattutto in situazioni disperate quasi quanto la mia… :-)
    Brava Claudia paladina del consumatore!
    Susanna

    Rispondi
  • 2. antonellos  |  8 luglio 2009 alle 12:43

    Ciao Claudia, quello che hai descritto è quello che succede purtroppo (o per fortuna?!) a tante grandi azienda che non hanno ancora piena consapevolezza di quanto business perdono senza un’attenza gestione del proprio web (spesso anche con piccoli accorgimenti e investimenti tutto sommato moderati).

    Sarà retorica, ma è una naturale conseguenza di un mercato italiano che viaggia almeno 10 anni indietro rispetto all’estero…un esempio secondo me da imitare su cui mi sono afflippato da tempo (più o meno per gli stessi “sentimenti” che ti spingono a cercare scarpe!): https://www.bensherman.com

    a presto e complimenti per il blog

    Rispondi
    • 3. claudia martino  |  8 luglio 2009 alle 18:30

      Grazie per i complimenti Antonello :-)
      Condivido quello che dici. Chi si rende conto della potenzialità di tutti gli strumenti web ha in mano un non indifferente vantaggio competitivo. Guardare all’estero è come dare un’occhiata al futuro nel breve (spero) termine per l’Italia!
      Carino il sito di bensherman, non lo conoscevo…

      Rispondi
      • 4. antonellos  |  8 luglio 2009 alle 19:02

        ha anche ottimi prezzi…ma non vende fuori uk! :(

  • 5. Roberto Fumarola  |  4 settembre 2009 alle 08:41

    Male comune e bel report :)
    Quasi una mini recensione.

    Next step, quasi quasi ci si prova a contattarli :P

    Rispondi
    • 6. claudia martino  |  4 settembre 2009 alle 09:45

      ci possiamo provare! di sicuro inserirei nel progetto anche la gestione della brand reputation online, visto che a questo post non hanno replicato ;-)

      Rispondi

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